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Gabi (città antica)
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mwhwGabi (mwiain latino mwiqGabii) fu una città del mwigmwiwLatium vetus, posta al XII miglio della mwjavia Prenestina, che collegava mwjqRoma a mwjgmwjwPraeneste,cite-ref-straboneitaliav3-10-1-0[1] e che secondo mwlaDionigi di Alicarnasso faceva parte della mwlqLega Latina. Oggi è un mwlgsito archeologico nella mwlwcittà metropolitana di Roma Capitale. Le sue cave fornivano un'eccellente pietra da costruzione, il mwmamwmqlapis gabinus per la vicina Roma.cite-ref-straboneitaliav3-10-1-1[1]

Contents

Storia
Origini
Sito
Note

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Localizzazione

La città di Gabi si trovava nei pressi di un lago vulcanico, ora prosciugato, chiamato lago di Castiglione, e in precedenza noto come mwoqlacus Buranus o mwoglacus Sanctae Praxedis, a circa 20 chilometri di distanza da Roma,cite-ref-straboneitaliav3-10-1-2[1] lungo il percorso della via Prenestina antica, che in precedenza si chiamava via Gabina,cite-ref-2[2] a metà strada tra Roma e Preneste.cite-ref-appiano-3-0[3]

Storia

Origini

Secondo la tradizione romana fu fondata dai mwsgLatini di mwswAlba Longacite-ref-dionigi53-4-0[4] Per una tradizione minore, Gabii (come per altre antiche città laziali) sarebbe stata fondata dai mwuaSiculi, e per la precisione da due fratelli, mwuqGalatus e mwugBins, da cui il nome della città.cite-ref-5[5]

Sempre secondo la tradizione fu il luogo dove mwwaRomolo e Remo sarebbero stati educati e sarebbe stata loro insegnata la scrittura.cite-ref-6[6].

Guerra contro Roma

Lo scontro con Roma nacque quando questa, sconfitta mwxwAlba Longa, pretese di assumerne la funzione all'interno della mwyaLega Latina, ma Gabii si rifiutò di riconoscere tale pretesa.cite-ref-7[7]

La guerra andava avanti tra alterne vicende senza che nessuno dei due contendenti avesse il sopravvento sull'altro. Così mwzgTarquinio il Superbo e il figlio mwzwSesto Tarquinio architettarono un piano per prendere il nemico con l'inganno: Sesto si sarebbe finto un ribelle di Roma, e avrebbe chiesto asilo ed aiuto a Gabii. Fu così che la città venne conquistata con l'inganno.cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]

Il mwcqtrattato di pace fra Roma e Gabi, il mwcgFoedus Gabinum che concedeva mwcwuguali diritti agli abitanti delle due città,cite-ref-10[10] per la tradizione romana fu scritto da Tarquinio il Superbo in latino con caratteri greci su una pelle di bue, sacrificato per l'occasione, quindi appesa nel tempio di mweaSanco sul mweqQuirinale distesa su uno scudo di legnocite-ref-11[11]cite-ref-12[12]

Quando Tarquinio il Superbo fu cacciato da Roma, Sesto invece di seguire il padre, si rifugiò a Gabi, dove fu ucciso dagli abitanti, memori dell'inganno da lui ordito.cite-ref-13[13]

Età repubblicana

Nel mwiq221 a.C. la città vide le truppe di mwigAnnibale in mwiwmarcia verso Roma, nel tentativo, fallito, di prendere per sorpresa la città.

A Gabi, nel mwjq54 a.C., nacque da una famiglia equestre molto ricca mwjgAlbio Tibullo, mwjwpoeta del mwkaI secolo a.C., tra i maggiori esponenti dell'mwkqelegia erotica. Comunque la città doveva vivere un periodo di decadenza, tant'è che mwkgSilla ne colonizzò il territorio, che fu assegnato ai veterani,cite-ref-treccani-14-0[14] e mwlwCicerone la descrive come semplice mwmamunicipio.cite-ref-15[15]

Lo storico mwngDionigi d'Alicarnasso, vissuto tra il mwnw60 a.C. (circa) e il mwoa7 a.C., descrivendo la guerra tra Roma sotto Tarquinio il Superbo e Gabii, la descrive come una città abitata solo in prossimità della via Prenestina, dove si vedono numerose rovine e con ampie zone ormai disabitate.cite-ref-dionigi53-4-1[4]

Nel mwpg41 a.C. avrebbe dovuto ospitare un incontro tra mwpwOttaviano e mwqaLucio Antonio per appianare i contrasti sorti per la distribuzione delle terre ai soldati del fratello di mwqqMarco Antonio. L'incontro però non ebbe luogo, per il timore di Lucio, che l'incontro fosse stato architettato per tendergli una trappola.cite-ref-appiano-3-1[3]

Età imperiale

Il mwsapoeta mwsqMarco Anneo Lucano nei suoi mwsgPharsalia, ambientati all'epoca della mwswguerra civile tra mwtaCesare e mwtqPompeo, ricorda le rovine polverose di Gabii, mwtgVeio, mwtwCora e mwuaLaurentum.cite-ref-16[16]

Nel II secolo Gabi diede i natali a mwvgGetulio, martirizzato per la sua fede mwvwCristiana, e per questo fatto poi Santo.

L'esistenza di una mwwqdiocesi di Gabi, attestata ancora nel tardo mwwgIX secolo, che presupponeva un nucleo abitato necessariamente di una certa entità, è indice della prosecuzione della vita nell'antico centro. A partire dall'XI secolo il sito è stato abbandonato e destinato ad uso agricolo.cite-ref-mibac-17-0[17]

Critica storica

Gabi rappresenta il vertice antico di un triangolo con ai lati le cittadine di Tibur (Tivoli), Præneste (Palestrina) e Collatia, che nel periodo antico ebbero notevole sviluppo e grande importanza nelle vicende storiche e politiche del Lazio in forza della posizione strategica sulle arterie di collegamento dei percorsi commerciali tra l'Etruria e la Campania. Le comunità erano legate tra loro da parentele, guidate da capi guerrieri e sacerdoti, vivevano in capanne ed in alcuni periodi dell'anno lavoravano la ceramica. Tra il IX secolo a.C. e VIII secolo a.C. in queste comunità egualitarie ebbero luogo delle trasformazioni sociali, che portarono alla costituzione di un sistema sociale di tipo gentilizio-clientelare con la formazione di centri protourbani, anticipatori di quelli urbani propri del territorio laziale latino.

Sito

Il sito si trova al km 2 della via Prenestina Nuova.cite-ref-straboneitaliav3-10-1-3[1] e la visita deve essere concordata con la Soprintendenza.

Sono visibili l'antica via Prenestina, nel tratto che attraversava la città, formando l'asse viario principale e parte dell'abitato. A ovest dell'insediamento, si trova il mw0gsantuario di Giunone Gabina, mentre a est, entro l'area muraria, è stato individuato il cosiddetto mw0wSantuario orientale, attivo tra il VII e II secolo a.C. e probabilmente dedicato au una divinità femminile protettrice delle nascite,cite-ref-treccani-14-1[14] e subito fuori dall'abitato, ci sono i resti di una chiesa medievale. Nei pressi del Santuario di Giunone, è stato poi trovato un edificio, identificato grazie alla dedica dei due finanziatori, come un mw2asacello dedicato a mw2qDomizia Longina, moglie dell'imperatore mw2gDomiziano.cite-ref-villaborghese-18-0[18]

Del foro, oggi interrato, restano le poche descrizioni fatte da mw4aGavin Hamilton, quando riporto alla luce Gabi nel 1791. Una piazza rettangolare, dove per tre lati correva un porticato, mentre l'altro lato corto si apriva direttamente sulla via Prenestina.cite-ref-villaborghese-18-1[18]

Sono noti anche il sito dell'acropoli antica e di lunghi tratti delle mura, in opera quadrata di tufo dell'mw5gAniene. Recentemente è stato riportato alla luce un edificio, di età arcaica, che si crede possa essere stato abitato dai re della città Latina.cite-ref-19[19]cite-ref-20[20]

Nel mw8aXVIII secolo mw8qPierluigi Galletti credette erroneamente di individuare la città, citata nelle fonti, tra i terrazzi fluviali del mw8gTevere e del mw8wFarfa, "ove è ora Torri ovvero le mw9aGrotte di Torri".

Età preistorica

Nell'area archeologica di Gabi sono stati ritrovati reperti, tutti concentrati in un'unica zona tra il lago scomparso e il ciglio del cratere, che testimoniano la presenza di un insediamento preistorico riferibile all'età del Bronzo.cite-ref-treccani-14-2[14]cite-ref-21[21]cite-ref-ricognizione-22-0[22] Si ipotizza che fosse legato alla pratica della transumanza, lungo un percorso che dagli mwaqmAppennini arrivi alle coste laziali, nei pressi di mwaqqLavinium ed mwaquArdea.cite-ref-ricognizione-22-1[22]

Più numerosi i ritrovamenti che attestano la presenza di insediamenti durante l'età del ferro, di cui si hanno tracce anche nella futura acropoli, anche se di qualità e numerosità inferiore alle altre. In generale, gli insediamenti riferibili a questo periodo, si concentrano sulle rive del lago, sul ciglio de cratere, e a fondovalle, in prossimità del fosso di San Giuliano, dove si trovava una fonte minerale d'acqua fredda, e da dove si dipartiva la strada d'accesso al colle.cite-ref-ricognizione-22-2[22]

I reperti di questo periodo trovati lungo il lago e a fondovalle, tutti riferibili alla prima età del ferro, hanno portato all'ipotesi che già in epoca preistorica si sia sviluppato un fenomeno di agglomerazione degli abitanti, in favore della parte più elevata della zona, probabilmente per ragioni difensive.cite-ref-ricognizione-22-3[22]

Età storica

Della prima età storica arcaica, i ritrovamenti delle diverse campagne di scavo, hanno reso possibile individuare e delimitare con certezza l'estensione (notevole per l'epoca a conferma dell'importanza della città per i Latini) della parte principale dell'insediamento, che copre l'area compresa tra i resti della cinta muraria a est e sud,cite-ref-treccani-14-3[14]cite-ref-ricognizione-22-4[22]cite-ref-23[23] il fossato a ovest, e il ciglio del cratere a nord. Il notevole sfruttamento del sito, non ha però permesso determinare, se la città arcaica si sviluppasse anche nella zona delle cave, come pure ipotizzato da alcuni studiosi. A questo periodo è stato attribuito il mwasiSantuario orientale cui sono associati diversi bronzetti votivi.cite-ref-ricognizione-22-5[22]

La posizione e la quantità di reperti riferibili all'età repubblicana, oltre a confermare l'estensione della città, suggeriscono che in età repubblicana avanzata si sia verificata una concentrazione dell'abitato nella zona più vicina alla via Prenestina, con rarefazione dell'abitato in prossimità delle mura orientali, attestato anche dall'abbandono del mwasgSantuario orientale a partire dal II secolo a.C. A questo risale il mwaskSantuario di Giunone Gabina.cite-ref-ricognizione-22-6[22]

In età imperiale si assistette ad un'ulteriore concentrazione dell'abitato intorno alla via Prenestina e al Santuario di Giunone, che fa pensare che la città si fosse ridotta ad una sorta di mwas8Statio, per il controllo della viabilità. Alcuni reperti, marmi e tessere di mosaico, attestano comunque la notevole qualità di alcuni edifici, che probabilmente avevano funzione pubblica.cite-ref-ricognizione-22-7[22]

Gli scavi

I primi scavi a Gabi si devono a mwatyGavin Hamilton, uno scultore ed archeologo dilettante, che li iniziò nel mwatc1791 dopo aver ottenuto dal proprietario, il principe mwatgMarcantonio Borghese, il permesso a condurre l'esplorazione archeologica.cite-ref-villaborghese-18-2[18]cite-ref-24[24]

Gli scavi ebbero un insperato successo dato che, oltre alle tracce del foro cittadino e degli edifici contigui, furono ritrovate numerose statue, molte delle quali però in pessimo stato di conservazione, tanto che se ne poterono restaurare solo 49 delle oltre 200 scavate.cite-ref-villaborghese-18-3[18]cite-ref-25[25] Tutte queste furono poi esposte dal principe Borghese, che riacquistò anche quelle dovute all'Hamilton, all'interno della mwauoCasina dell'Orologio, che divenne un museo all'interno di mwausVilla Borghese a mwauwRoma, con il nome di mwau0Casino di Gabi. Il museo fu smantellato nel mwau41807 e il materiale che vi era esposto, fu venduto a mwau8Napoleone,cite-ref-26[26] ed ora è esposto al mwavqMuseo del Louvre di mwavuParigi.cite-ref-villaborghese-18-4[18]cite-ref-sovrintendenza-27-0[27]

La necropoli di Osteria dell'Osa

Alla fine degli mwawaanni settanta, sul lato nord della via Polense 41.894226°N 12.700334°Emwawm41°53′39.21″N, 12°42′01.2″E, è stato aperto lo scavo della necropoli protostorica dellmwawq'mwawuOsteria dell'Osa, pubblicato nel 1992. Il sito è legato alla città di Gabi e fu usato per più di tre secoli, dal mwawyIX al mwawcVI secolo a.C., costituito da circa 600-700 sepolturecite-ref-28[28]cite-ref-treccani-29-0[29] sia a inumazione che (in minor numero) a incinerazione. I suoi corredi e l'organizzazione delle tombe hanno fornito importanti notizie sull'organizzazione delle popolazioni mwaxapreromane dell'antico mwaxeLazio.

Reperti del sito sono esposti nella nuova sezione mwaxmProtostoria del mwaxqMuseo nazionale romano alle mwaxuTerme di Diocleziano. Tra questi, due mwaxyiscrizione arcaiche tra le più antiche mai ritrovatecite-ref-treccani-29-1[29], una in mwaxslingua greca datata all'mwaxwVIII secolo a.C. (di difficile interpretazione, forse "EUOIN" come grido delle mwax0baccanti o "EULIN" nel senso di "ben levigato")cite-ref-30[30] e una in mwayilingua latina datata al mwaymVII secolo a.C. (probabilmente "SALVETOD TITA", ossia "ti saluto, o Tita")cite-ref-31[31]cite-ref-32[32].

Galleria d'immagini

Note

cite-note-straboneitaliav3-10-11. mwabamwabeStrabone,mwabi V, 3, 10.
cite-note-22. mwabymwabcParco archeologico di Gabii.
cite-note-appiano-33. mwab0Appiano, Le Guerre Civili, 3-23.
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cite-note-2121. Sono stati ritrovati resti di materiale fittile in un'area di 300 metri per 70. Solo uno di questi è riferibile con certezza alla mwakecultura protovillanoviana
cite-note-ricognizione-2222. Ricognizione Archeologica - Nuove Ricerche nel Lazio, Leo S. Olschki editore, 1981
cite-note-2323. È stato possibile determinare quello che era il percorso delle mura, per larghi tratti scomparso, grazie a rilievi fotografici aerei.
cite-note-2424. I due si accordarono, in modo che le spese sarebbero state totalmente sostenute da Hamilton, che in cambio avrebbe ottenuto la proprietà di un terzo delle opere eventualmente ritrovate.
cite-note-2525. Il restauro, eseguito secondo i canoni dell'epoca, crea molti problemi di identificazione agli studiosi moderni, poiché in molti casi per il restauro furono utilizzati reperti non omogenei, né per epoca né per luogo del ritrovamento.
cite-note-2626. cfr. Boyer, 1969; Moreno. Sforzini, 1987.
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Bibliografia

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Collegamenti esterni

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